“Va e fa anche tu lo stesso”: Testimoni credibili di Speranza
L’impegno dell’AC nell’orizzonte segnato dal convegno di Verona

Troppo spesso oggi la Chiesa viene identificata esclusivamente con la sua componente clericale sia dai media che dalla società civile. Credo che la colpa di questo sia essenzialmente di noi laici, che abbiamo lasciato coprire la nostra voce da altre, puntando più a “nascondere” la nostra identità dietro ai muri delle parrocchie che ad esporci in prima persona per portare il messaggio cristiano nella vita di tutti i giorni.
Gli echi del convegno ecclesiale di Verona ci dicono invece che oggi più che mai il rinnovamento della Chiesa deve passare attraverso la piena valorizzazione del laicato.
Il richiamo è forte e chiaro: la Chiesa non ha bisogno di laici “passivi”, ligi esclusivamente a eseguire delle direttive che vengono dalla Gerarchia Ecclesiale, quanto piuttosto di collaboratori “attivi” e responsabili dell’unica missione evangelizzatrice.
Il nostro cammino associativo annuale ha voluto prendere spunto da questo stimolo per comprendere una volta di più cosa voglia dire “Essere Chiesa Oggi”, slogan della nostra giornata dell’adesione che come da tradizione si è tenuta l’8 di dicembre.
Attraverso la preziosa meditazione propostaci da don Michele abbiamo potuto cogliere come oggi a noi laici nell’impegno sociale, così come nell’impegno politico e in quello professionale, sia chiesto di portare il messaggio della Speranza cristiana attraverso l’ascolto, l’attenzione, l’incontro e il dialogo con le speranze delle donne e degli uomini del nostro tempo, sapendo comprendere l’origine delle domande e delle questioni che affliggono ogni persona.
Domande e questioni che a volte sembrano estranee al nostro modo di essere, che rischiano di farci sentire come dei forestieri nella nostra stessa città. Ma è proprio questo essere stranieri che deve farci persone dallo sguardo lungo, sempre gettato lontano; persone che non si lasciano rinchiudere negli orizzonti del tempo e dunque sanno vedere anche là, dove altri non vedono.
Se l’Azione Cattolica vuole rimanere il “battistrada” del laicato cristiano, come lo è stato per molto tempo con figure di credenti di grande spessore cristiano, umano, civile e sociale, deve saper stare nella chiesa con uno stile di elaborazione spirituale, pastorale e culturale. Questi aspetti – spirituale, pastorale, sociale –possono trovare negli scenari prefigurati dal Convegno di Verona un campo di prova importante.
Per far questo serve prima di tutto essere attenti alla propria formazione: nostro impegno per questo e per i prossimi anni sarà proporre un cammino associativo che, radicato nella forza della Parola di Dio e del magistero della Chiesa, sia capace di esplorare le strade appassionanti e mai scontate del rapporto tra la vita e la fede per diventare occasione di discernimento.
Un cammino in cui, insieme a tutta la comunità parrocchiale, si cerchi di capire come essere fedeli contemporaneamente al Vangelo e alla concretezza dell’esistenza quotidiana con le sue responsabilità.
Un cammino in cui si inizi a “rendere ragione della speranza che è in noi” a tutto il mondo di oggi.