L’esperienza a Picos di don Mauro Bianchi
Col nostro aiuto una chiesa diventata autosufficiente.
Ho passato 11 anni e mezzo a Picos, dal dicembre 1997 al luglio 2009. In questo tempo ho servito la Chiesa diocesana come parroco nella parrocchia di Săo Francisco de Assis, con sede alla periferia della città. Nei primi anni l’unica parrocchia, con un unico sacerdote, comprendeva 66 piccole parrocchie, negli ultimi anni 42. La prima cosa che mi sento di comunicare è un sincero ringraziamento al Signore per l’opportunità che mi ha dato di vivere questa esperienza. Ho lavorato insieme ai sacerdoti e ai laici, in comunione con il vescovo e attento alla programmazione diocesana. Ho appreso che la partecipazione dei laici alla vita pastorale non è solo scritto sui documenti del Magistero ecclesiale, ma si può tradurre in una esperienza costante, viva, con un grande beneficio per la Chiesa e per le persone. Con tutti i responsabili delle varie pastorali, del centro come della periferia, ho vissuto relazioni non solo di collaborazione, ma anche di amicizia, di apprezzamento reciproco. Porto con me l’esperienza di una Chiesa che è viva e continua la sua missione evangelizzatrice anche con pochi sacerdoti. Il punto forte della Chiesa di Picos (e del Brasile in generale) è costituito dai tanti laici impegnati. Oltre a celebrare i sacramenti, la mia attività pastorale consisteva nel promuovere incontri di formazione, nel visitare le parrocchie, nell’accompagnare i gruppi. Non potevo essere presente alle riunioni, cercavo di partecipare agli incontri di programmazione, dando consigli e sussidi. Una volta al mese rimanevo in chiesa, dal pomeriggio alla sera, per attendere alle confessioni. I problemi e le difficoltà non mancavano. C’erano sempre tante richieste e incontri, di visite, di un problema sorto in una parrocchia, di un gruppo che non aveva più chi lo accompagnava, di un malato che chiedeva l’unzione degli infermi con urgenza e che abitava molto lontano. Un grande aiuto era dato dai gruppi di responsabili parrocchiali. In parrocchia avevamo le persone che assumevano la responsabilità dei gruppi di giovani di tutta la parrocchia, delle famiglie, della liturgia, del catechismo. Quando mi arrivava un allarme da una parte, ripassavo la cosa ai responsabili parrocchiali e loro vedevano come intervenire. Questo alleviava molto il mio compito, non dovevo risolverlo tutto io. Una realtà molto bella è la presenza di Daniela Marchi, abitavamo insieme in canonica. Condividevamo i momenti più importanti: la preghiera al mattino, i pasti e le decisioni più significative. Nel giugno scorso ci sono state due ordinazioni sacerdotali a Picos e ci sono una ventina di seminaristi nel seminario maggiore, la prospettiva è buona. Ora sono qui e spero di poter continuare a servire, facendo tesoro dell’esperienza brasiliana, ma con prudenza, nella consapevolezza che Piacenza non è Picos.
Don Mauro Bianchi