Com'è nata l'U.N.I.T.A.L.S.I. a Fiorenzuola
Il racconto di chi si è sentita ‘chiamata’ ad iniziarla. Giuseppina Scotti Giacobbi.
Da sempre sono devota alla Madonna, in particolare venerata come Vergine di Lourdes. Negli anni ho fatto diversi pellegrinaggi e sempre mi sono sentita toccata dai tanti ammalati in carrozzina, accompagnati dai volontari. Nel 1980 mi trovavo a Lourdes ed ebbi l’occasione di conoscere l’ U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati Lourdes Santuari Internazionali); subito compresi che era l’associazione adatta a me. In quel tempo lavoravo ancora come infermiera presso l’ospedale di Fiorenzuola e quindi non potevo farne parte, ma una volta in pensione ci sarei approdata. Infatti, nel 1990 un’amica, Germana Lommi, veterana dell’esperienza, mi accompagnò nella sede di Piacenza – sottosezione di Bologna, dove mi iscrissi.
L’Associazione è nazionale, ma ogni regione organizza i propri pellegrinaggi. Per l’Emilia Romagna i treni si formano a Rimini e fanno sosta nelle diverse città di cui ultima è Piacenza. Su questi treni viaggiano pellegrini, ammalati, medici, infermieri, religiosi e religiose, dame e barellieri. C’è la vettura-cucina, la vettura per la preghiera con il SS. Sacramento sempre esposto, la vettura-barellato dove gli ammalati gravi sono costantemente assistiti da medici e infermieri, e poi tanti altri servizi necessari. Gli aerei, invece, partono da Bologna o da Parma con lo stesso servizio. Per diversi anni ho partecipato come infermiera al pellegrinaggio di giugno; nel 2001 partecipai anche a quello di agosto con il mio Fabio. Erano le 23.30 e, con tutti i partecipanti della Provincia, mi trovavo in stazione a Piacenza in attesa del treno, quando arrivò il Vescovo, mons. Luciano Monari per impartire la benedizione ai partenti: avvicinandosi a Fabio, lo abbracciò e poi, rivolto a me, disse: “Bene, bene, ci siete anche voi di Fiorenzuola!”. Lessi quelle parole come un segnale che mi restò dentro e che portai davanti alla grotta di Lourdes. Il giorno dopo, durante un ritiro spirituale, accennai al sacerdote che lo guidava, di avvertire questa “chiamata interiore” e lui mi indicò il cammino da percorrere. Tornata a casa andai dal parroco, don Gianni Vincini, e raccontai tutto: sentii tanta comprensione e collaborazione e così cominciai a far conoscere l’associazione ad amici e non. Iniziò così a costituirsi il gruppo unitalsiani nella nostra parrocchia e nei paesi vicini; la voce si diffuse e tante persone si unirono a noi; naturalmente sentendoci aggregati alla sede di Piacenza. Nel giugno del 2002 si formò un bel gruppo ed eravamo pronti per la prima esperienza: tanti volontari, tanti ammalati e tanti pellegrini; con noi anche don Gianni Cobianchi e sr. Anna Adele. Fu un pellegrinaggio molto sentito e partecipato con devozione.
Da sei anni ormai siamo in cammino: gli ammalati e i pellegrini si alternano, ma i volontari sono costanti e tutti gli anni se ne uniscono di nuovi. Mamma Silvana e la figlia, dame in servizio alla mensa, a cui quest’anno si sono uniti il figlio e il nipote come barellieri, diverse coppie di coniugi, come Alberto Tidone e la moglie Nella. È grazie ad Alberto, sempre disponibile, se si è ottenuto che il treno fermi anche a Fiorenzuola. Nella, da anni dama degli ammalati, quest’anno a giugno ha ricevuto l’incarico dalla sede di Bologna di capo-reparto all’ospedale Salus a Lourdes. Ancora, il dott. Umbertino Testa e l’infermiera Angela Chierici, sempre pronti al servizio dei più bisognosi, e tante altre persone generose e disponibili.
Negli ultimi anni, l’aumento delle richieste di partecipazione ci ha permesso di partecipare ad entrambi i pellegrinaggi della sezione emiliano-romagnola, e ad agosto siamo stati contenti della presenza della prof.ssa Fernanda Bassanetti, alla sua prima esperienza con l’UNITALSI. Il prossimo anno si celebrerà il 150° anniversario dell’apparizione della Madonna a Bernardette e si possono prevedere per quella circostanza molte iscrizioni. La Vergine di Lourdes interceda per noi e ci protegga!
Giuseppina Scotti Giacobbi