Aneddoti di vita
Aneddoti su Giovanni Bricchi
La vita di Giovanni Bricchi è caratterizzata dalla sua totale appartenenza alla famiglia e alla Chiesa.
Classe 1912, fin da ragazzo nel mondo del lavoro vive nella comunità parrocchiale la diaconia del servizio, aggiornandosi e approfondendo la sua cultura in campo religioso, ma soprattutto alimentando quotidianamente la propria fede alla mensa eucaristica che lo rende gioioso ed entusiasta. Svolge il servizio militare quale attendente di un vescovo cappellano, occasione che sfrutta a pieno per non interrompere la sua crescita spirituale. Con regolarità metodica, soprattutto di notte, passa ore in adorazione del SS. Sacramento.
La sorella Paoletta, che ci ha fornito questa testimonianza ci racconta anche l’impegno che profondeva nel servizio catechistico. Insegnava ai ragazzi ma li accompagnava anche nel cammino spirituale con la metodicità che lo contraddistingueva. La Domenica la messa dei bambini era alle otto, ma Giovanni usciva di casa alle sette perché, con la bicicletta faceva il “giro” a prelevare i figli di coloro che, avendo negozio aperto, non potevano accompagnare i propri figli a messa.
Nel 1945 sposa Giannina Aimi, donna eccezionale per dolcezza e bravura. Nasceranno tre figli Eligio (deceduto), Anna che è medico e Giuseppe che è impiegato.
Un’altra tappa della sua vita è la consegna del mandato di ministro straordinario dell’Eucarestia. Appena il ministero viene istituito il parroco lo propone e la sua gioia di portare Gesù agli ammalati è grandissima. Infine nel 1987 il Vescovo Antonio Mazza, acconsentendo di buon grado ad accorciare i tempi di preparazione lo ordina diacono nella collegiata di Fiorenzuola il 20 settembre.
La comunità fiorenzuolana fa da cornice ad un’indimenticabile giornata nella quale si ritrovano attorno all’altare tanti sacerdoti che hanno conosciuto Giovanni nella sua bella e gioiosa vita. Mons. Bergamaschi lo presenta al Vescovo con queste parole: “Quand’ero bambino, in questa chiesa vedevo Giovanni in quelle panche tutte le mattine alla prima messa e mi rimase impressa nella mente, negli occhi e nell’anima la sua testimonianza e la sua figura. Poi il Signore mi condusse qui come Parroco e lo ritrovai con lo stesso entusiasmo, con la stessa giovinezza spirituale che ha tuttora”
Per il suo diaconato sceglie il motto “Colui che vorrà diventare grande tra voi si farà vostro servo, come il Figlio dell’Uomo che non è venuto per essere servito ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti” (Matteo 20, 26-28)
Giovanni muore santamente a Fiorenzuola l’8 gennaio 1992.