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La vita di Santina

Santina Evangelista: sintesi ideale fra Parrocchia,

scuola e impegno socio - politico

 

 

Non era una superdonna, eppure ha fatto cose grandi e grandiose, aveva solo due mani, ma dopo averle congiunte con assiduità quotidiana nella preghiera le ha sempre usate per gli altri, per una fattiva collaborazione in parrocchia nei ranghi dell’Azione Cattolica, per insegnare a generazioni di alunni e di studenti sia nella scuola pubblica che in diversi doposcuola, per amministrare la città con intelligenza e dedizione, ben rappresentativa di quelle “quote rosa” che oggi vengono tanto auspicate.

Fiorenzuolana del sasso, Santina cresce in un ambiente ricco di valori cristiani quali sono la sua famiglia e la Parrocchia, che frequenta con assiduità, affascinata dal carisma di Mons. Luigi Ferrari, tanto che a quindici anni, nell’età dei sogni e degli slanci emotivi, si consacra totalmente a Dio, pur mantenendo lo stato laicale.

Nel suo testamento spirituale, un vero capolavoro di sentimenti e di profondità interiore, Santina ringrazia Dio per averla «chiamata all’Azione Cattolica attraverso la quale sono venuti tanti doni di grazia» e «alla sequela di San Francesco, per aver imparato una maggiore intimità con Dio».

Da questa intimità Santina ispira il suo agire, che riflette, nell’autorevolezza di un carattere determinato, una passione sviscerata per i ragazzi ed i giovani, cui dedica tutta la sua vita.

Ritiene che “educare” vada interpretato letteralmente, nel senso che occorre “tirare fuori” da ognuno il talento che ha nel cuore.

Ecco, allora, dedicarsi con amore all’insegnamento elementare, prima in montagna avvicinandosi via via alla sua Fiorenzuola.

Quando ripotrà finalmente stanziarvi, sarà lieta di offrire il suo sapere ad innumerevoli ragazzi e giovani, per approfondire le materie scolastiche nel doposcuola parrocchiale o a casa sua, ove si offrirà di seguire anche studenti più adulti sia nel percorso scolastico sia nella preparazione a concorsi pubblici.

Santina, però, non è mai semplice spettatrice degli eventi che la circondano, ma ne vuole essere protagonista.

Ad esempio, quando è insegnante a Lusurasco vive con trasporto emotivo il forte bisogno delle famiglie di poter affidare a qualcuno i bimbi in età pre-scolare, per poter permettere anche alle mamme di lavorare nei campi.

Dopo un grave incidente occorso a un bambini lasciato a se stesso non esita a fondare con il parroco di allora, Don Giuseppe Massari, un asilo parrocchiale e per superare le difficoltà gestionali vi trasferisce tutta la sua famiglia.

Ella stessa provvede alla cucina, la sorella Maria all’attività educativa, e l’anziano papà aiuta nell’intrattenimento dei piccoli suonando il trombone!

A Fiorenzuola, nel primo dopoguerra, coglie l’esigenza di impegnare i ragazzi nei periodi di vacanza per organizzare il loro tempo libero e distoglierli dall’ozio e dalla vita di strada.

Coinvolge la Parrocchia ed il Comune ed organizza, al Campo sportivo, dei grandiosi “Centri estivi”, ospitando fino a 290 ragazzi dalle 8 del mattino alle 18 del pomeriggio, organizzando la giornata fra giochi e attività guidate, fra ristoro del corpo con ricchi menu e dello spirito con serene meditazioni.

Nella seconda metà degli anni ’40, con Gisella Marchi (cfr. Il Nuovo Giornale del 31.12.2008), è fra le fondatrici del C.I.F. -Centro Italiano Femminile - consapevole che alla donna spettano nuovi compiti nella famiglia e nella vita sociale, sull’onda di una nuova democrazia che pervade il paese.

Nella neonata associazione cura gli aspetti formativi e di promozione umana, con lo spirito della dottrina cristiana.

Santina partecipa a dibattiti pubblici, sa farsi ascoltare nelle sedi opportune, frequenta ambienti notoriamente maschili (osterie) per dar vita a dialoghi che smorzino certi atteggiamenti di forte ostilità nei confronti della Chiesa.

Alle prime libere elezioni amministrative della neonata Repubblica viene eletta con un elevatissimo numero di preferenze, e così per tre mandati, oltre ad un quarto nel Comune di Alseno.

Fa parte della Giunta con incarico di vice-Sindaco e si distingue per la lungimiranza delle proposte che formula e delle realizzazioni che contribuisce a portare a termine.

Con Gisella Marchi è fattiva collaboratrice del progetto per la costruzione della Colonia di Marina di Massa, che vede realizzata nel 1956. A lei è affidato l’incarico di organizzare la casa sotto il profilo educativo e religioso, nonché di impostare il servizio di cucina, per il quale ha grande esperienza.

Collabora fattivamente alla conduzione della Colonia negli anni del suo massimo utilizzo, dirigendo i turni senza disdegnare qualsiasi lavoro manuale che sia necessario.

La Comunità parrocchiale di Fiorenzuola le attribuisce il premio San Fiorenzo 1991, che le viene consegnato in un’aulica cornice la sera del 16 ottobre, vigilia della Festa patronale.

Scomparsa la sorella Maria, con la quale aveva condiviso tutta la sua vita, Santina si ritira alla Casa di riposo Verani, dove muore il 10 aprile 2007.