Altre Chiese di Fiorenzuola

Le altre Chiese

Chiesa di San Francesco

La costruzione della Chiesa iniziò nel 1519.

La Chiesa di San Francesco è dipartita orizzontalmente: nella sezione inferiore s’apre un semplice portale; nella centrale un ampio finestrone rinascimentale e nel superiore, al centro del timpano, campeggia lo stemma di casa Lucca alla quale si devono i lavori atti alla conservazione, i restauri e la riapertura del tempio al culto , dopo un secolare abbandono. L’interno è ad unica navata con volta a botte ed abside.Ai lati si aprono quattro cappelle per parte, con archi a tutto sesto, separate frontalmente da lesene con capitelli corinzi, alle quali corrispondono all’esterno robusti e marcati contrafforti.

Dalla metà del settecento fino al 1805 la Chiesa di San Francesco visse il periodo del suo splendore artistico: fu riccamente decorata e abbellita da quadri di valore.

Chiesa Beato B.G. Scalabrini

La chiesa Collegiata e la chiesa “Beato G.B. Scalabrini” possono essere pensate come i due fuochi di una virtuale ellisse: quella della comunità cristiana che si riconosce nella parrocchia s. Fiorenzo.

I due luoghi di culto, infatti, esprimono l’attenzione alla realtà geografica e socio-ecclesiale del territorio e, nello stesso tempo, la volontà di favorire l’unione e la comunione fra tutti i membri di una stessa parrocchia, non più distinta in “centro” e “periferia”.

Fin dal 1964, quando si poteva già costatare che lo sviluppo urbanistico della città – bloccato nelle altre direzioni dalla ferrovia e dall’Arda – si estendeva prevalentemente in direzione sud, nasceva l’esigenza di un luogo in cui la comunità potesse convenire per la liturgia, la formazione e la fraternità.

Soltanto trent’anni più tardi, però, si sarebbe potuto iniziare l’opera: la posa della prima pietra è datata 17 ottobre 1995.

Il nuovo Centro Pastorale è stato inaugurato il 5 giugno 1999, giorno della Dedicazione della nuova chiesa, consacrata dal vescovo mons. Luciano Monari.

Questa è la prima chiesa dedicata al beato G.B. Scalabrini, divenuto vescovo di Piacenza nel 1876, fondatore delle Congregazioni dei Missionari e delle Missionarie di s. Carlo (Scalabriniani/e) e proclamato “beato” da Giovanni Paolo II il 9 novembre 1997.

Oggi la chiesa e il centro pastorale, dotato di auditorium, stanno diventando sempre più luogo di incontro per celebrazioni e momenti di preghiera della comunità cristiana e spazio in cui si ritrovano ragazzi, giovani e adulti per diverse circostanze.

Oratorio di Caravaggio

Chiesa dedicata alla Beata Vergine di Caravaggio.

La pianta del tempio è ad unica navata. Nell’interno, sopra la porta e per tutta la larghezza della controfacciata, una capace cantoria in muratura, con parapetto sagomato e decorato da strumenti musicali dipinti, evoca pompose liturgie. In 27 Giugno 1723 l’oratorio venne benedetto e divenne sede della confraternita degli Agonizzanti, detta di S.Giuseppe, e i lavori continuarono fino al 1731 e ripresero nel 1749; il campanile infine fu costruito nel 1804.

Insieme alla necessità di una propria sede, il fine devozionale può essere stato il movente della Confraternita per l’erezione del tempio. La tradizione, infatti, lo ritiene “voto di popolo in occasione di epidemie e guerre”: doveva ancora essere vivo e tramandato nella memoria il triste evento della peste che a Fiorenzuola, tra il 1628 e il 1632, falcidiò la popolazione dimezzandola con circa 1400 morti.

Oratorio di Gallo

Il primo documento in cui si fa menzione di questo oratorio è una investitura del 1771, fatta dal vescovo di Piacenza a favore del Capitolo del Duomo di Piacenza, in cui si afferma che la Chiesa di Gallo con la Pieve di Fontana Fredda sono appartenenti al Vescovato Pavese.

Lo storico fiorenzuolano Ottolenghi, nel suo famoso libro sulla città, fissa nel 1535 la data dell’erezione dell’attuale oratorio.

Nel 1909 l’oratorio fu restaurato.

Chiesa di Baselicaduce

La Chiesa fu fondata probabilmente in epoca longobarda e dedicata a S. Salvatore.

Verso il sec. XVII subì una radicale trasformazione: voltandone l’orientamento fu innalzata una nuova facciata al posto delle absidi demolite. Della facciata originaria sono rimaste una finestra circolare, due porte, una ad arco parabolico più antica ed una archiacuta, gotica. La torre di modeste proporzioni si eleva sull’antica facciata e, per lo stile di elementi di coronamento, è ritenuta originaria.

Questa torre fu la causa della ristrutturazione: per arrestarne il cedimento l’antica facciata fu rafforzata puntellandola con due poderosi contrafforti e murandone le aperture. Altri elementi originari si notano nel muro esterno dalla navata di sinistra: due finestrine a sguanci e un arco romanico, di porta.

Nell’interno, antichi piloni in laterizio con basi in pietra sostengono le volte.

Oratorio del Moronasco

La Chiesa è in stile barocco e risale alla seconda metà del secolo XVII, eretta sul precedente fabbricato del XIII secolo.

La facciata è sormontata da un timpano.

L’interno è ad unica navata con volta a botte.

Sul lato destro si aprono tre cappelle e due sul sinistro: sono ad archi a tutto sesto e separate frontalmente da lesene con capitelli corinzi a stucco.

Oratorio di Riomezzano

A Riomezzano, sin dal 1636 esisteva l’oratorio, consacrato alle Sante piacentine Liberata e Faustina. Oggi questo oratorio è un tempietto a pianta rettangolare, monocuspidato, di piccole dimensioni.

Il portale è sobriamente adornato da due lesene laterali sormontate da un architrave. Tra il portale e il timpano si aprono due finestrine monofore a tutto sesto. Affiancato al presbiterio si erge un campaniletto romanicheggiante.

Chiesa di San Protaso

Dell’antica chiesa resta ben poco, dopo le trasformazioni avvenute tra il 1930 e il 1947. Il parroco G.B.Murelli la ampliò nel 1770, allargandola a tre navate, ed alzò il campanile nel 1778.

L’architetto Luigi Doni sopraelevò le navate, il campanile, aggiunse l’abside semicircolare alla navata centrale, sostituì l’altare maggiore con uno di sua progettazione e rifece la facciata.

La facciata è divisa in tre parti sovrastanti: una trabeazione separa la più bassa ed ampia dalla mediana che termina con un timpano sormontato dalla croce.

Le lesene e i tre archi ciechi a tutto sesto corrispondono, sulla facciata, alle tre navate interne.

Ex -convento San Giovanni

Dell’edificio fa parte un ampio chiostro, con pilastri in laterizio. La Chiesa mostra una elegante facciata porticata, sormontata da un timpano. Il tempio, barocco, a pianta ottagonale è un succedersi di nicchioni ed archivolti ciechi, è sormontato da una maestosa cupola senza tamburo e con alta lanterna. Purtroppo manca l’arredo originario.

Oggi questa Chiesa, serve da sala per manifestazioni musicali e culturali.

Infatti, durante la restaurazione, il convento a cui la Chiesa è annessa, passò al comune e fu adibito ad ospedale dei tubercolosi.

Questa, e le successive varie destinazioni, oltre alla mancanza di manutenzione ne determinarono un grave degrado.

I restauri iniziati dal comune nel 1972 hanno ridato vita al convento e alla Chiesa convergendovi in un opportuno condominio, enti sociali, statali e culturali.

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