Picos

I 5 gruppi del progetto “ADOLESCENDO”

Sintetica relazione di Valeria Menta.

Eccomi ancora una volta a scrivervi di Picos e del Progetto Adolescendo. Da quattro anni ormai cerchiamo di portare avanti al meglio questo progetto di prevenzione di gravidanza in adolescenza in un quartiere della città di Picos (Brasile). Progetto ambizioso e alquanto complicato nella gestione e soprattutto nella progettazione dei nuovi passi. Scrivo qui oggi per farvi un po’ il punto della situazione. Allora… in questo momento all’interno di Adolescendo esistono 5 gruppi di intervento diversi. 1: quello di prevenzione per ragazze e ragazzi dai 10 ai 16 anni che hanno iniziato a seguirci dal febbraio 2009; 2: quello di prevenzione per ragazze e ragazzi dai 10 ai 16 anni che sono entrati nel Progetto già nel 2008; 3: quello dei genitori, ma è più realistico dire delle madri, dei ragazzi che partecipano ai gruppi di prevenzione; 4: quello delle ragazze madri, ragazze dai 12 ai 18 anni con almeno un figlio; 5: quello delle ragazze incinte. È poi attivo il gruppo del calcetto della domenica mattina… in cui possono giocare solo i ragazzi che il giorno prima hanno partecipato all’incontro di prevenzione... ok, è un ricatto... ma ci voleva pure un modo per attirarli! A parte gli scherzi, non è semplice portare avanti un progetto che va a toccare problematiche quali la prostituzione infantile, la dispersione scolastica, il maltrattamento minorile all’interno della famiglia, la povertà, i traffici di droga e la delinquenza spicciola… insomma… tutte cause ed effetti che generano e sono generati anche dalla gravidanza in adolescenza… tutte situazioni che questi ragazzi vivono e respirano quotidianamente, in un circolo vizioso nel quale è difficile entrare e nel quale bisogna fare attenzione a muoversi. Ma ci proviamo, ormai da 3 anni. E non ci fermeremo. Nel mese di Novembre farò un altro viaggio a Picos, per decidere con Daniela (Marchi) come portare avanti il progetto, soprattutto come farlo portare avanti dalla comunità e Caritas locale. Novembre infatti è il mio ultimo viaggio a Picos come responsabile del Progetto. Passerò il compito a ragazzi brasiliani. Vedremo… Vi racconterò al mio ritorno. Arrivederci quindi... Stateci vicini.

Valeria Menta

L’esperienza a Picos di don Mauro Bianchi

Col nostro aiuto una chiesa diventata autosufficiente.

Ho passato 11 anni e mezzo a Picos, dal dicembre 1997 al luglio 2009. In questo tempo ho servito la Chiesa diocesana come parroco nella parrocchia di Săo Francisco de Assis, con sede alla periferia della città. Nei primi anni l’unica parrocchia, con un unico sacerdote, comprendeva 66 piccole parrocchie, negli ultimi anni 42. La prima cosa che mi sento di comunicare è un sincero ringraziamento al Signore per l’opportunità che mi ha dato di vivere questa esperienza. Ho lavorato insieme ai sacerdoti e ai laici, in comunione con il vescovo e attento alla programmazione diocesana. Ho appreso che la partecipazione dei laici alla vita pastorale non è solo scritto sui documenti del Magistero ecclesiale, ma si può tradurre in una esperienza costante, viva, con un grande beneficio per la Chiesa e per le persone. Con tutti i responsabili delle varie pastorali, del centro come della periferia, ho vissuto relazioni non solo di collaborazione, ma anche di amicizia, di apprezzamento reciproco. Porto con me l’esperienza di una Chiesa che è viva e continua la sua missione evangelizzatrice anche con pochi sacerdoti. Il punto forte della Chiesa di Picos (e del Brasile in generale) è costituito dai tanti laici impegnati. Oltre a celebrare i sacramenti, la mia attività pastorale consisteva nel promuovere incontri di formazione, nel visitare le parrocchie, nell’accompagnare i gruppi. Non potevo essere presente alle riunioni, cercavo di partecipare agli incontri di programmazione, dando consigli e sussidi. Una volta al mese rimanevo in chiesa, dal pomeriggio alla sera, per attendere alle confessioni. I problemi e le difficoltà non mancavano. C’erano sempre tante richieste e incontri, di visite, di un problema sorto in una parrocchia, di un gruppo che non aveva più chi lo accompagnava, di un malato che chiedeva l’unzione degli infermi con urgenza e che abitava molto lontano. Un grande aiuto era dato dai gruppi di responsabili parrocchiali. In parrocchia avevamo le persone che assumevano la responsabilità dei gruppi di giovani di tutta la parrocchia, delle famiglie, della liturgia, del catechismo. Quando mi arrivava un allarme da una parte, ripassavo la cosa ai responsabili parrocchiali e loro vedevano come intervenire. Questo alleviava molto il mio compito, non dovevo risolverlo tutto io. Una realtà molto bella è la presenza di Daniela Marchi, abitavamo insieme in canonica. Condividevamo i momenti più importanti: la preghiera al mattino, i pasti e le decisioni più significative. Nel giugno scorso ci sono state due ordinazioni sacerdotali a Picos e ci sono una ventina di seminaristi nel seminario maggiore, la prospettiva è buona. Ora sono qui e spero di poter continuare a servire, facendo tesoro dell’esperienza brasiliana, ma con prudenza, nella consapevolezza che Piacenza non è Picos.

Don Mauro Bianchi

In dialogo con i nostri missionari in Brasile

Nella ricorrenza del quarantennale

Molto partecipato, all’Auditorium Scalabrini, nel pomeriggio di domenica 21 Ottobre l’incontro con don Mauro Bianchi, Daniela Marchi, Valeria Menta: i tre missionari che ultimamente hanno operato nella parrocchia di Sao Francisco de Assis a Picos nel Piaui, forse il più povero stato del Brasile.

Ha introdotto l’incontro don Gianni Cobianchi, anche lui per oltre 10 anni prete missionario in Brasile, rifacendosi alle letture liturgiche della domenica che mettono in risalto lo “straniero”come nuova categoria di abitante del mondo e di componente dell’unica famiglia umana, per la cui salvezza Dio Padre ha donato il Figlio.

Valeria nel suo intervento ha fatto vedere la continuità, pur nella diversità di situazioni, della sua identità cristiana, del suo essere prima educatrice ACR a Fiorenzuola e poi operatrice pastorale in Brasile. Anche se a Picos l’impegno ha maggiormente risposto ad esigenze di disagio delle famiglie, dei bambini, degli adolescenti, delle ragazze madri.

Daniela ha ricordato come nella chiesa brasiliana i laici, specialmente le laiche, abbiano molto più spazio e responsabilità. Oltre che verso la pastorale, l’impegno è stato diretto a promuovere la formazione al lavoro e la costituzione di piccole aziende per dare occupazione, sempre cercando di far crescere le persone senza sostituirsi a loro.

Don Mauro ha portato l’attenzione alle 43 comunità della sua parrocchia che si mantengono vive e fedeli all’essenziale, pur avendo il sacerdote solo ogni due mesi. Il sacerdote, oltre alla sua parte specifica, si preoccupa di formare i catechisti ed i responsabili di comunità.

Infine è stata presentata Rita de Cassia Sousa Luz, una giovane ragazza di Picos, valida operatrice pastorale e sociale, laureata in Agraria, che resterà a Fiorenzuola per imparare l’italiano e per beneficiare di una borsa di studio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Come segno di ulteriore solidarietà organizzata è stato presentato il nuovo gruppo di sostegno missionario “Il mondo in fiore”.

Sono seguiti interventi e domande del pubblico.

AP

Il progetto educativo "adolescendo"

La missione di Valeria a Picos continua. A cura di Valeria Menta.

Il Centro Missionario Diocesano, insieme all'Associazione La Ricerca-CEIS, sta portando avanti un progetto di prevenzione di gravidanza in adolescenza e di aiuto a ragazze madri.

Il progetto, dal nome "Adolescendo", é attuato in due quartieri periferici, Morada do Sol e San José, della cittá di Picos (Brasile) con la collaborazione di Caritas, Universitá Statale e Ausl locali.

È un progetto molto ambizioso che muove i suoi piccoli, ma si spera significativi, passi giá da due anni. Ora sono stati programmati altri due anni di lavoro nei quali si pretende incontrare ragazzi e ragazze dai 10 ai 16 anni, creando momenti ricreativo/formativi (oltre a punti di ascolto e aiuto) nei quali affrontare temi che sono causa ed effetto di uno stile di vita che facilita il verificarsi della gravidanza precoce. Temi quali: identitá, affettivitá, sessualitá, responsabilitá, diritti e doveri, droga, alcol, salute e cura del proprio corpo, genitori e famiglia...

Si punta a fare emergere nei ragazzi una coscienza di sè, un modo di considerarsi che li porti a negare mondi per loro quotidiani di droga, prostituzione, precarietá e mancanza di prospettive di vita. Si vuole insomma promuovere azioni che stimolino i ragazzi a trovare in se stessi motivazioni e forze per volere concretamente una vita migliore.

In parallelo va avanti l'accompagnamento di un gruppo di ragazze madri che, oltre ad avere la possibilitá di confrontarsi tra loro e con esterni ha, attraverso laboratori di artigianato, l'opportunitá di un piccolo ma importante sostegno economico familiare.

"Adolescendo" rientra nelle proposte di sostegno della quaresima missionaria.

Valeria Menta

Progetto di accompagnamento delle adolescenti

Continua a Picos il programma “Adolescendo” con Volontari locali seguiti da Valeria

Tra novembre e dicembre ho avuto la possibilità di passare un altro mese a Picos per seguire (verificando l’operato fatto e programmandone il futuro) il progetto di prevenzione di gravidanza in adolescenza “Adolescendo”. Il progetto si avvicina alla conclusione del terzo anno di attività. Sicuramente, l’essere arrivato fin qui è già un buon risultato. L’accettazione del quartiere, la partecipazione di volontari locali che lo accompagnano e lo portano avanti, il sempre maggiore coinvolgimento dei ragazzi. Tutti buoni segnali che fanno ben sperare per il futuro. Se arriverà a diminuire il fenomeno della gravidanza in adolescenza, questo potremo saperlo solo tra alcuni anni. Per ora ciò che possiamo fare è tenere duro ed essere soddisfatti per aver avuto la possibilità di entrare nelle vite di questi ragazzi.

Ma facciamo un passo indietro. Al 2006.

Abbiamo iniziato ad incontrarci, con un gruppo di docenti universitari e personale della AUSL locali per riflettere sul problema della gravidanza di ragazze dagli 11 ai 16 anni nella città. L’esigenza era visibile ma ancora avevamo le idee poco chiare sul dove e come poter realizzare un progetto che diminuisse il fenomeno della gravidanza in adolescenza, aiutando i ragazzi ad avere un atteggiamento più positivo rispetto alla vita e più consapevole rispetto alle proprie scelte, si prendesse cura delle ragazze madri nella gravidanza e nella maternità, cercando di aiutarle anche ad avere un riscatto sociale, sensibilizzasse la cittadinanza e la pubblica amministrazione al problema. Abbiamo iniziato quindi con una ricerca che ci aiutasse a capire. Da qui la scelta dei quartieri in cui realizzare un progetto pilota e la consapevolezza che la gravidanza in adolescenza non fosse solo un problema di salute pubblica, così come quasi sempre veniva trattato.

Punto di partenza da cui si è partiti e si va avanti, cercando di unire più forze e competenze possibili.

Il progetto è diviso in due filoni. Il filone delle ragazze madri e il filone della prevenzione.

Alla fine del 2006 parte il lavoro con le ragazze madri. Visite a domicilio, incontri di formazione su temi che le riguardano come ragazze e come madri, laboratori perché possano imparare alcune attività e aiutare nel sostentamento della famiglia. Queste attività continuano tutt’oggi. Soprattutto le visite a domicilio. Le ragazze gravide che partecipano a Adolescendo al momento sono 4, quelle di cui abbiamo assistito al parto nel 2008 sono state 5, le adolescenti che invece sono entrate nel progetto già come ragazze madri sono 4.

All’inizio del 2007 è iniziata anche la parte di prevenzione. Il primo anno con attività nelle scuole del quartiere e quest’anno con visite a domicilio a ragazzi e famiglie ed incontri settimanali su temi quali: identità, affettività, genitori e famiglia, responsabilità, droga, alcol, cura del corpo, aborto, cittadinanza, costruzione di un proprio progetto di vita… Attualmente al progetto partecipano una quarantina di adolescenti. Nei prossimi mesi verrà intensificata l’attività con le madri degli adolescenti e preparata la sceneggiatura di un cortometraggio sulla gravidanza in adolescenza e di varie pubblicità progresso di cui i ragazzi saranno ideatori, attori, realizzatori e che verranno poi distribuiti nelle scuole di tutta Picos… ma di questo vi racconterò al ritorno dal mio prossimo viaggio.

Valeria Menta

 

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