Note storiche su Fiorenzuola d'Arda


L'antica cittadina, posta a destra del torrente Arda e sulla via Emilia, favorita dalla posizione geografica, domina tutta la zona ed è stata nei secoli il centro della vita della parte di pianura, compresa fra Pontenure e Fidenza.



1. Preistoria


"La Val d'Arda è stata interessata dal popolamento umano durante tutte le fasi della Preistoria"

Il Paleolitico inferiore (200.000-150.000 anni fa) è testimoniato dalle schegge di selce rinvenute a Castell'Arquato nel 1982.

La più importante testimonianza del Neolitico in Val d'Arda si è avutaalla Palazzina d'Olza, nel comune di Fiorenzuola, dove furono scoperti, nel 1894 dal piacentino Luigi Scotti, tre fondi di capanne circolari. Queste risalirebbero ad una fascia del Neolitico compresa fra i 4.500-3.000 anni fa.

Un'altro ritrovamento di questa età è stata un'ascia in pietra levigata, rinvenuta nel comune di Vernasca.

Dell'Neolitico, o età del rame (metà del Ill-inizio del Il millennio a.C.) sono le cuspidi di lancia e di freccia raccolte a Castell'Arquato.

L'età del Bronzo è ben rappresentata dalla cultura terramaricola, fiorita tra il XVIII secolo e la fine del XIII a.C.. Altra testimonianza di questo periodo è una lama in selce e un pugnale in bronzo tinvenuti in una frazione di Fiorenzuola.

L'età del Ferro (fra il IX e il VII sec. a.C. e particolarmente nella seconda fase) è testimoniata nei comuni di Morfasso, Veleia, Vigoleno e Villanova sull'Arda.

I primi abitatori della val d'Arda furono i Liguri. Veleia era un villaggio della tribù ligure dei Veleates. Tra il X e il VII secolo a.C., durante l'età del Bronzo gli Etruschi si espansero nella val Padana e vi fondarono dei centri urbani, influendo sulle civiltà ligure e umbra dell'Emilia orientale e per questo si parla di un'Etruria Padana.

La seconda età del ferro è stata caratterizzata dall'invasione dei Galli (o Celti) scesi dal nord, portatori della civiltà del ferro detta de La Tène. La pianura e le alture pedecollinari del Piacentino furono occupate dai Galli Anari all'inizio del IV secolo a.C..


2. Storia romana

Nel 222 a.C. l'Emilia è ormai completamente romana e nel 218 Piacenza e Cremona diventano colonie latine.

La via Emilia e la centuriazione, operazione di divisione del suolo da assegnare ai coloni, consolidarono l'unità e il saldo possesso della regione da parte dei Romani. L' Emilia era indicata come Gallia Cisalpina, fino al 42 a.C., sarà l'VIII regione dell'Italia augustea.

Polibio e Strabone, scrittori greci, visitarono la Valle Padana, il primo attorno al 150 a.C. e il secondo durante l'Impero di Augusto ed annotarono nelle loro opere le prospere condizioni economiche della regione Cispadana, parte della quale, verso la fine del primo secolo dopo Cristo si denominerà Emilia.

Il panorama di un'Emilia così prosperosa mutò a causa del declino dell'impero romano, iniziato con la prima invasione di popolazioni germaniche al tempo di Marco Aurelio, seguito dalla crisi economica e sociale del III secolo, sotto la dinastia dei Severi e dalla caotica anarchia militare dei legionari che proclamavano e deponevano imperatori spesso uccisi dopo brevi periodi di regno.


3. Medioevo

Piacenza, nel 322, era già sede vescovile e, nel 350, il protovescovo S. Vittore fece erigere la prima cattedrale piacentina, chiamata appunto basilica Vittoriana. Fiorenzuola, collegata al capoluogo mediante la Via Emilia, ricevette il messaggio evangelico in quegli stessi anni. Fiorenzuola, nel X sec., era sede di una Pieve, chiesa battesimale e matrice di tutte le chiese e cappelle minori dipendenti, affidata al clero secolare.

Il possesso vescovile degli edifici sacri di case, di terre, di redditi fiscali economicamente organizzati nel sistema curtense feudale e i diritti giurisdizionali conseguenti, assoggettarono Fiorenzuola al vescovo di Piacenza.

Durante il regime vescovile l'agricoltura prosperò tramite la concessione delle campagne a piccoli signori feudali locali e con le forme dell'enfiteusi (diritto di godere un fondo altrui con l'obbligo di apportarvi migliorie e di corrispondere periodicamente un canone in denaro o in natura).

Fiorenzuola, il 29 luglio 923 fu teatro di una tra le più sanguinose battaglie dell'epoca, combattuta tra Berengario I, imperatore del Sacro Romano Impero e re d'Italia e l'antagonista Rodolfò II re di Borgogna.

Nel 1136 Arduino vescovo di Piacenza fondò nella località di Caretum l'abbazia cistercense che, dalla colonia di monaci inviati da Clairvaux ad opera di S.Bernardo, diede il nome di Chiaravalle della Colomba al villaggio che vi sorse. I monaci cistercensi diedero un notevole impulso all'agricoltura ed alla bonifica del territorio.

Questa abbazia fu distrutta, nel 1248, dall'imperatore Federico II durante la lotta tra guelfi e ghibellini.

Fiorenzuola si eresse a libero Comune durante i primi decenni del XIII secolo.

Durante le lotte che si istaurarono in città tra guelfi e ghibellini a Piacenza si istaurò la Signoria con il marchese Umberto Pallavicino che fu eletto "Signore imperpetuo" della città nel 1254. Dopo alcuni anni di dominazione della Chiesa, Piacenza ed il suo distretto vissero un decennio di pace sotto la protezione del re di Sicilia Carlo d'Angiò. Nel 1286 è fedautario di Fiorenzuola Alberto Scoto che riprende la lotta contro i Ghibellini ma questo lo costrinse a cedere il potere, nel 1303, al Comune di Piacenza.

A Piacenza governò Galeazzo Visconti, signore di Milano, fino al 1322 quando fu cacciato dalle milizie pontificie. Da qui seguirono 13 anni di dominazione della Chiesa. Fiorenzuola fu poi feudo di Francesco Scotti, figlio di Alberto, divenuto Signore di Piacenza, nel 1335, con la complicità di Azzo Visconti. Tre anni dopo cedeva ai Visconti "tutti i diritti e le ragioni sue sulla terra e castello di Fiorenzuola".

Con la cessione di Fiorenzuola al cardinale Ascanio Sforza nel 1495, da parte del nipote Gian Galeazzo Maria, duca di Milano, la potente casa Sforza dividerà con i Pallavicino il dominio sulla Val d'Arda durante il XVI sec..


4. Il ducato

Alla Signoria successe il Principato con il quale iniziò un periodo storico più civile; nella Comunità sarebbero stati proporzialmente rappresentati i ceti borghigiani e quelli rurali.

Fiorenzuola fece parte dello stato farnesiano, che comprendeva i ducati di Parma e Piacenza.

Una grida del 25 ottobre 1802 annunciava ai fiorenzuolani la decisione del primo Console: l'esercizio della sovranità era diventato di pieno diritto della Repubblica Francese. Era l'inizio della dominazione napoleonica.


5. Il Risorgimento

Maria Luigia d'Austria, vedova dell'imperatore Napoleone Bonaparte sarà la duchessa della Restaurazione, governando saggiamente il ducato dal 1814 al 1847. Una clausola del trattato di Vienna stabiliva il ritorno del ducato alla dinastia dei Borboni alla morte di Maria Luigia.

Ebbe una certa risonanza lo scontro avvenuto il 25 febbraio 1831 tra un battaglione austriaco forte di 500 soldati ed una colonna di 170 insorti, in gran parte studenti venuti da Parma a presidiare Fiorenzuola.

Il 26 marzo 1848 l'anzianato delibera la formazione di una guardia civica nazionale per mantenere l'ordine pubblico.

Nel plebiscito del 10 maggio 1848, Fiorenzuola, quasi all'unanimità dei votanti (573 su 584) si annetteva al Piemonte.

Il 18 marzo 1860 la provincia di Piacenza venne dichiarata parte integrante del Regno d'Italia.


6. Fiorenzuola oggi

Il territorio di Fiorenzuola d'Arda si estende su una superficie di 59.74 kmq.

E' il comune più popolato della provincia dopo Piacenza. Agricoltura, Industria e Terziario caratterizzano il comune di Fiorenzuola per un'economia dinamica ed equilibrata.

Attualmente la popolazione si aggira attorno ai 14000 abitanti.

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