Condividere i beni per moltiplicare la gioia

Un gesto di carità autentica con chi è meno fortunato. Anche quest’anno la raccolta alimentare di "Ripartire dall'Ultimo" ha dato buoni frutti.

Come molti ricorderanno, il 15, 16 e 17 dicembre scorsi, presso la Coop e il supermercato U2 della nostra città, è stata organizzata una raccolta alimentare al fine di realizzare dei pacchi-dono per le persone e le famiglie meno abbienti di Fiorenzuola.

L’iniziativa non si collega ad altre raccolte che pure sono state fatte (ad esempio per il Banco Alimentare e che hanno una dimensione nazionale), è un’iniziativa locale ed è stata realizzata dai giovani del gruppo parrocchiale “Ripartire dall’ultimo”, gruppo nato e cresciuto attorno ad una particolare sensibilità rispetto alle tematiche sociali e che vuole dare la sua testimonianza di fede e di appartenenza alla Chiesa facendosi prossimo degli ultimi.

Come ci si attendeva, la raccolta è andata bene grazie alla generosità e alla sensibilità della cittadinanza e nelle due settimane che ci separavano dal Santo Natale, sono stati confezionati e distribuiti più di 90 pacchi-dono variamente assortiti a seconda che andassero a singole persone o a famiglie con uno o più bambini.

Ci pare particolarmente significativo che molti concittadini di provenienza extra-comunitaria, oggi integrati nella nostra città, abbiano voluto dimostrare la loro gratitudine per l’aiuto ricevuto in passato contribuendo, e con gioia, alla raccolta o, addirittura mettendo a disposizione il proprio tempo per fare del volontariato durante il confezionamento dei pacchi dimostrando così che la carità educa al bene!

I destinatari del gesto sono stati individuati secondo il criterio della povertà economica, tuttavia, attraverso la consegna fatta a domicilio, si è voluto trasmettere, oltre al bene materiale, anche un po’ di calore umano e di amicizia a chi è o si sente solo. La speranza è che la condivisione abbia moltiplicato la gioia!

 

Progetto "Malenga": acqua e vita per la Tanzania

Partita anche a Fiorenzuola la raccolta di tappi di plastica a cura del gruppo “Ripartire dall’Ultimo”

La Tanzania, paese dell’Africa Orientale, si estende per oltre 900.000 kmq nella fascia climatica equatoriale. Soprattutto nelle zone centrali del paese, dove sono presenti altopiani aventi un’altitudine media di circa 1000 metri sul livello del mare, le frequenti siccità rendono la mancanza d’acqua una drammatica realtà per gli abitanti.

Più della metà delle persone che vivono negli 8.500 villaggi tanzaniani non ha la possibilità di procurarsi l’acqua se non coprendo notevoli distanze che arrivano, durante la stagione secca, anche a qualche decina di chilometri. A svolgere questo lavoro, all’interno dei nuclei familiari, sono tradizionalmente le donne e i bambini, costretti a compiere a piedi viaggi di molte ore per recarsi ai pozzi di acqua potabile oppure a servirsi delle sorgenti a cielo aperto, vere e proprie pozzanghere a cielo aperto dove si abbeverano anche gli animali, con le immaginabili conseguenze a livello igienico-sanitario.

Il Progetto Malenga, che nel dialetto locale significa acqua, interviene nella regione di Dodoma, nella Tanzania centrale per facilitare l’accesso all’acqua per gli abitanti di 27 villaggi. Ma la particolarità di questo progetto sta nel fatto che unisce la finalità benefica ad un intento educativo volto ad abituare le persone a riciclare i rifiuti e a rispettare l’ambiente. E’ così che i due soggetti coinvolti sono allo stesso tempo attori e fruitori dell’iniziativa.

Nella nostra città è stato allestito il centro di raccolta dei tappi di plastica nei locali della Canonica, ma un contenitore è stato collocato anche davanti alla chiesa “Beato Scalabrini” e all’interno della Scuola Elementare. In pochi giorni sono stati depositati molti tappi e, probabilmente presto si potrà effettuare il primo trasporto al Centro di raccolta di Bologna.

Silvia Albamonte

 

Al via il "Progetto Malenga"

Quando anche con i rifiuti si può fare del bene. Approda a Fiorenzuola l'iniziativa lanciata dalla Caritas di Livorno

Da circa due anni, la Caritas di Livorno ha lanciato una raccolta di tappi di plastica finalizzata ad una iniziativa benefica, in quanto, avendo sottoscritto un accordo con una ditta di riciclaggio, ha deciso di destinare il ricavato della loro vendita alla costruzione di 16 pozzi d’acqua a Bahi, in Tanzania. Il progetto è stato coronato di successo per la crescente adesione all’iniziativa da parte di singoli individui ed associazioni, tanto che si è deciso di farlo proseguire anche dopo la realizzazione del progetto, magari realizzandone altri nelle zone di maggior bisogno.

Da qualche tempo gli ospiti del Centro Diurno “Casa Barabasca”partecipano a questa raccolta e, da qualche mese si sono aggiunti con grande entusiasmo i bambini della locale scuola elementare. Ci sembrava importante che anche la comunità cristiana di Fiorenzuola partecipasse a questa iniziativa con la quale si fa del bene utilizzando dei rifiuti che, se non eliminati correttamente, potrebbero essere degli inquinanti molto dannosi per l’ambiente.

Verrà allestito, nei locali adiacenti alla Parrocchia un centro di raccolta presso il quale tutti potranno depositare i tappi che, periodicamente, verranno trasportati al centro di raccolta di Bologna predisposto dalla Caritas di Livorno, a cura del gruppo parrocchiale“RIPARTIRE DALL’ULTIMO” che si è fatto promotore dell’iniziativa nella nostra città. Prossimamente verranno distribuiti dei pieghevoli con tutte le informazioni relative all’iniziativa.

Silvia Albamonte

Una montagna di tappi per dare da bere!

Quando fare il bene serve anche a proteggere l’ambiente. Continua con successo la raccolta di tappi di plastica del “Progetto Malenga”. A cura di Silvia Albamonte

Da quando l’iniziativa è stata lanciata lo scorso anno, la raccolta dei tappi di plastica finalizzata al finanziamento della costruzione di pozzi d’acqua nel villaggio di Bahi in Tanzania, ha conosciuto un lento ma costante incremento. Grazie alla sensibilità dei nostri amministratori verso il problema della povertà e della salvaguardia dell’ambiente, è stato possibile avviare un rapporto di collaborazione tra la Parrocchia e il Comune che ha permesso di creare, all’interno del locale centro di stoccaggio, uno spazio dove far confluire i tappi che arrivano nei vari centri di raccolta della nostra città. Lungi dall’essere quindi un fenomeno in via di estinzione, questa raccolta sta diventando per i Fiorenzuolani una sana abitudine che tende ad estendersi, diciamo così, per contagio, anche alle zone limitrofe.

Nel periodo che va dal settembre scorso ad oggi, sono state raccolte all’incirca tre tonnellate ditappi che hanno riempito 6 dei 10 big-bags messi a disposizionedalla ditta di riciclaggio della plastica. Se ci si pensa, con questa iniziativa, oltre a dare un contributo perché tanta gente abbia l’accesso ad un bene primario come l’acqua, abbiamo fatto sì che il nostro territorio non fosse costretto ad “ospitare” buona parte di questi tappi sotto forma di rifiuti non degradabili.

Consapevoli della necessità non più eludibile di tutelare il pianeta dall’inquinamento crescente, ci piace sottolineare come anche in questo caso, il fare del bene agli altri si traduce in modo evidente nel fare un bene per noi stessi!

Il Gruppo di volontariato parrocchiale Ripartire dall’Ultimo che ha lanciato a Fiorenzuola l’iniziativa e ne segue lo sviluppo, ha intenzione di realizzare nei prossimi mesi un momento d’incontro per discutere e illustrare le realizzazioni del“PROGETTO MALENGA”,al quale spera di avere la presenza di un rappresentante del CENTRO MONDIALITA’ E SVILUPPO RECIPROCOdi Livorno, promotore a livello nazionale di questo progetto.

Silvia Albamonte

Tante voci in coro per invocare pace

A conclusione della festa multietnica “Il mondo dietro l’angolo” 2007, la preghiera interreligiosa nell’anfiteatro san Giovanni. A cura di Silvia Albamonte

Il 17 settembre scorso si è svolta, nella suggestiva coreografia dell’anfiteatro San Giovanni, l’ormai tradizionale appuntamento con la “Preghiera Interreligiosa per la Pace” a conclusione della Festa Multietnica “Il mondo dietro l’angolo”. L’evento, curato dal gruppo di sensibilizzazione sociale “RIPARTIRE DALL’ULTIMO” in sintonia con tutta la festa, ha visto crescere la partecipazione della gente dimostrando una capacità di penetrazione che si fonda sulla sua reale rispondenza ai bisogni più intimi dell’uomo: la PACE e il RAPPORTO con DIO.

La pace è un bene supremo e irrinunciabile, tutti la dobbiamo costruire nel nostro quotidiano; ma la pace è anche un dono e tutti lo abbiamo invocato dall’unico Dio nella forma e con le modalità delle singole religioni rappresentate. Alternandosi alla lettura di brani significativi sull’argomento e all’esecuzione di alcuni canti e di un balletto, i rappresentanti di 8 religioni: la Mussulmana, la Buddista, l’Ebreo-Messianica, l’Ortodossa, la Sikh, la Protestante, l’Indù’, e la Cattolica hanno letto la loro preghiera e alla fine anche il pubblico è stato coinvolto in un gesto che rappresentava anche l’impegno di realizzare ogni giorno piccoli segni di pace nel proprio quotidiano.

Silvia Albamonte

 

Di nuovo insieme per invocare la pace

A conclusione della festa multietnica “Il mondo dietro l’angolo” 2009.

Il 14 settembre scorso si è svolta, al ridotto del Teatro Verdi non permettendo il tempo di stare all’aperto, l’ormai tradizionale appuntamento con la “Preghiera Interreligiosa per la Pace” a conclusione della Festa Multietnica “Il mondo dietro l’angolo”. L’evento, curato dal gruppo di sensibilizzazione sociale “Ripartire dall’Ultimo”, ha visto crescere la partecipazione della gente dimostrando una capacità di penetrazione che si fonda sulla sua reale rispondenza ai bisogni più intimi dell’uomo: la Pace e il Rapporto con Dio.

La pace è un bene supremo e irrinunciabile, tutti la dobbiamo costruire nel nostro quotidiano; ma la pace è anche un dono e tutti lo abbiamo invocato dall’unico Dio nella forma e con le modalità delle singole religioni rappresentate. Alternandosi ai canti e alla lettura recitata di un brano significativo sulla pace, i rappresentanti delle religioni Mussulmana, Ebreo-Messianica, Sikh, Protestante, Indù e Cattolica hanno letto la loro preghiera. Alla fine anche il pubblico è stato invitato a compiere il gesto di apporre la propria firma su un pannello predisposto, a simboleggiare il proprio personale impegno a costruire e chiedere la pace.

Silvia Albamonte

 

A Natale regala un "pacco di solidarietà"

Anche quest’anno, in occasione delle feste natalizie, c’è stata una raccolta di alimenti. Incartiamo un piccolo dono carico di speranza: così sarà davvero Natale. Di Francesca Cocciolo.

 

Anche quest’anno ci apprestiamo a vivere il Natale secondo tradizione: acquistiamo “valanghe” di panettoni e pandori e altre leccornie, per strada non risparmiamo sorrisi e strette di mano augurando al nostro prossimo felicità e prosperità, ci rasserena il solo pensiero del pranzo in famiglia o con gli amici… Pacchetti e pacchettini che doniamo alle persone cui teniamo non sono che un simbolo, occorre andare oltre: la virtù cristiana che contempla il dono gratuito e disinteressato è la carità. Lì è racchiuso l’autentico significato delle festività natalizie. Condividono questa idea i generosissimi fiorenzuolani e non, che dal 14 al 16 dicembre, all’uscita dei supermercati U2 e Coop, hanno notato la presenza dei piccoli punti di raccolta allestiti dal gruppo parrocchiale “Ripartire dall’Ultimo”e hanno offerto alimenti da consegnare, in pacchi ben incartati e con biglietto augurale della Parrocchia, alle famiglie più bisognose di Fiorenzuola e dintorni. Con un piccolo pensiero, ma a nome di un’intera comunità, forse riusciremo a regalare un po’ di speranza, a regalare un po’ di Natale.

 

Francesca Cocciolo

per il gruppo “Ripartire dall’Ultimo”

Il “buono” che avanza

Nella nostra città prosegue la proficua collaborazione fra Comune, Coop e Piccola Casa della Carità. La testimonianza che nella nostra città anche lo spreco può trasformarsi in utile. A cura di Francesca Cocciolo.

Di solito si pensa che gli avanzi siano unicamente scarti, ma da circa tre anni nella nostra città il termine “avanzo” non è più solo illegittimamente accostato ad aggettivi come avariato ed inutile. Questo per effetto della proficua collaborazione tra la nostra Parrocchia, il Comune e la Coop Consumatori Nord-Est. Ci sentiamo di ringraziare vivamente la Coop di Fiorenzuola per aver reso possibile l’iniziativa di “recupero alimenti” collocata all’interno della progettualità “Fiorenzuola Solidale”. Già, perché dietro le quinte dei supermercati c’è tanto “buono” che avanza: chili e chili di cibo assolutamente commestibile che rischiano di trasformarsi in rifiuti. Ed invece no, la “Piccola Casa della Carità” ogni mercoledì può fare la spesa a costo zero e soddisfare le necessità primarie di chi altrimenti non potrebbe farlo.

Sono molteplici gli obiettivi di un progetto come questo: ridurre lo spreco di cibo, aiutare chi non ne ha e creare una nuova rete di solidarietà. Nel caso specifico la rete vede coinvolti cinque soggetti: il Comune, la Coop, la Parrocchia (che opera attraverso i volontari del gruppo “Ripartire dall’Ultimo”), la Casa Famiglia “Madre Teresa di Calcutta” dell’Associazione “Papa Giovanni XXIII” ed i frequentatori della “Piccola Casa della Carità”, destinatari privilegiati di questa bella iniziativa.

Francesca Cocciolo

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