Dracula: una nuova versione al Teatro Verdi
Ieri sera camminando, incontriamo un signore anziano che si asciugava gli occhi con un fazzoletto da sotto gli occhiali. “Piange” mi chiede un amico. “Speriamo di no” rispondo. “Sarà l’età ed il freddo che fanno lacrimare gli occhi”. Un’ombra sul muro prese forma sussurrando “No, no, è ben altro. Il ritorno di un pensiero lontano ed un perdono mai ricevuto…”. Dall’altra parte, di fronte, un’altra ombra rispose “… quella povera anima che ha ordito tutte queste infelicità… pensa a quale sarà la sua pace quando sarà distrutto nella sua parte peggiore e pensa anche a me… pensa solo che forse un giorno anch’io potrei avere bisogno di pietà e che qualcun altro, forse tu, potrebbe negarmela” era l’ombra di Mina che parlava e rispondeva all’ombra di Dracula.
Il signore di prima forse piangeva davvero ed io, senz’altro, volevo negarlo. Non volevo partecipare. Sono dovuto intervenire quelle ombre, appena rappresentate in teatro ad indurmi alla riflessione. Sono il tema del perdono e della pietà le travi portanti della storia di Dracula, del nostro Dracula. Sono i pensieri che più duramente ci obbligano a guardare in noi stessi e alle vicende che ci circondano. Dracula, il mito più sanguinario tramandatoci dalla storia e dalla letteratura, ieri ha invocato Dio “…Dio, Dio, Dio,… tutto ciò che è stato sta diventando incerto… è questa, dunque, la fine del viaggio?... sono stato lontano troppo a lungo… so che era sbagliato… se solo potessi nascondere il peccatore che è in me e negarlo… quanto sarebbe dolce la vita se potessi essere libero dal peccatore dentro di me…”. Non sono pensieri miei né tantomeno di Dracula ma appartengono a grandi scrittori e scrittrici che ci hanno aiutato a dar vita e senso ai personaggi. Sono anche riflessioni che appartengono a ciascuno di noi. Dovrebbero.
Intanto l’uomo che si asciugava gli occhi mi si parò dinnanzi. Era sicuramente un uomo, ma non mi assomigliava. Forse la sera, la poca luce di Fiorenzuola, la nebbia… non mi assomigliava!
La prima ombra si fece viva di nuovo, si staccò dal muro e si mise fra di noi “… a casa mia ero un Signore, la gente mi conosceva, mi stimava, mi salutava. Qui sono uno straniero in terra straniera e non sono nessuno. Nessuno mi conosce o finge e non conoscere vuol dire non rispettare…”.
Mi svegliai di colpo, dovevo essermi addormentato. Che brutto sogno pieno di guai sotto forma di domande, interrogativi, dubbi e un fazzoletto che asciugava. Che brutto sogno. Sarebbe stato meglio sognare una bella giornata al mare piena di sole a guardare le barche dei ricchi!
Beh, dovevo parlarvi di “Dracula” e del suo spettacolo al Teatro Verdi, Forse ci sono riuscito, forse no e come tante altre volte mi consolo per averci provato. Lo dovevo a Don Gianni, al suo interessamento e alle nostre chiacchierate sul tema. E lo dovevo anche a Nicoletta e Donatella per l’appoggio a questo progetto.
E oggi è quasi Natale e non posso sottrarmi: Auguri sinceri a tutti quelli che credono ad un Vero Buon Natale e a tutti gli altri, parlando di perdono, una bella di palla di neve in testa!
Chiudo con la frase, per me, più odiosa degli ultimi anni: consigli per gli acquisti. Da Luigi alla Casa del Disco è in vendita il DVD dello spettacolo di Dracula. (Dovevo dirlo).
Grazie,
Norberto Civardi