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Formidabile: mille giovani in Collegiata

La veglia d'Avvento presieduta dal Vescovo. A cura di Martina Natella.

“Non si può accogliere la vita nel rumore, ma nel silenzio”. Questo uno dei primissimi messaggi dell’omelia del nostro Vescovo durante la Veglia di Avvento dei giovani di venerdì 11 dicembre nella Chiesa Collegiata di Fiorenzuola. E di giovani in silenzio pronti a vegliare e ad accogliere la nuova vita di Gesù che nasce e rinasce in noi la chiesa era piena. L’hanno fatta palpitare, giovani provenienti da tutta la diocesi che erano lì per cantare il loro Magnificat: con la preghiera, con l’ascolto, con il silenzio, con una danza, con la voce. Un numerosissimo coro di giovani diretto con entusiasmo contagioso da Francesco Luppi ha infatti animato la veglia accompagnato da musicisti coinvolgenti regalando a tutti i presenti momenti di forte emozione e partecipazione. Il canto è un meraviglioso strumento di preghiera e in questa occasione ha davvero trasformato l’atmosfera, ha scaldato gli animi, è stato più che mai un mezzo per dare voce ai desideri dei nostri cuori e per lodare Maria, colei che ha detto sì, colei alla quale era dedicata la veglia stessa. Ma la presenza dei giovani non si è fatta sentire soltanto nella musica: un gruppo di ragazzi, ad esempio, si è reso disponibile ad aiutare i sacerdoti nella distribuzione del Vangelo di Luca, piccolo gesto con cui a tutti i presenti è stato consegnato tra le mani, oltre che nel cuore, quel Vangelo filo conduttore della celebrazione con l’invito del nostro Vescovo a sfogliarlo un po’ tutti i giorni. E, ovviamente, la presenza dei giovani si è fatta sentire in quel silenzio attento e vibrante che ha caratterizzato tutta la celebrazione.

Questa Veglia è stata certamente un momento particolarmente forte e significativo durante il cammino che ci porta al Natale per chi ha partecipato, ma anche per tutta la comunità: ha dato una testimonianza forte e importante della presenza massiccia dei giovani, della loro fede, della loro voglia di seguire Cristo, di testimoniare il loro sì, della loro capacità di mettersi in cammino scegliendo la via di Gesù. Tutti i giovani con la loro presenza hanno sicuramente lanciato un messaggio positivo a tutte le persone che temono un allontanamento dei giovani dalla Chiesa, a quelle persone che a volte si dimenticano di quanti siano i giovani che nella nostra Diocesi seguono e praticano la loro fede con gioia e decisione, a tutti quelli che parlano di una generazione “vuota”, “sbandata”. Molti hanno dovuto ricredersi: i giovani sono mossi da valori importanti e da una fede che li porterà lontano.

I giovani hanno fatto percepire a tutti i partecipanti e hanno percepito a loro volta una presenza importante durante la Veglia: quella di Gesù. Era proprio lì, invisibile ma comunque evidente, in mezzo a tutti noi. Era lì perché noi eravamo riuniti nel suo nome, con un desiderio profondo nel cuore, alla ricerca di lui lodando con amore e umiltà la donna che l’ha portato nel grembo.

Nonostante il freddo, le centinaia di giovani che si sono riversati fuori dalla chiesa alla fine della Veglia sono rimasti fuori nella piazza e sul sagrato a condividere l’esperienza appena vissuta con i cuori caldi e i sorrisi smaglianti di chi ha qualcosa di nuovo e sempre più forte dentro si sé e a bere un bicchiere di tè caldo offerto dai giovani della Val d’Arda.

Martina Natella