Per un annuncio credibile del Vangelo
Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, 18-25 gennaio 2010.
“Di questo voi siete testimoni” (Luca 24, 48)
È il tema che dal 18 al 25 Gennaio prossimo animerà la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani. Il Vangelo di Luca si conclude con queste parole di Gesù: «Di questo voi siete testimoni»; testimoni della sua morte e risurrezione, del suo amore, testimoni e servitori del suo Vangelo. É il compito che Gesù lascia ai discepoli, lo lascia a tutti coloro che vogliono seguirlo e appartenergli. A questo scopo la Chiesa, ogni anno torna a riproporre ai fedeli un tempo per pregare e riflettere sul legame che c'è tra missione e comunione nella vita dei cristiani. L'urgenza di un’evangelizzazione credibile fece dire a Giovanni Paolo II, nell'enciclica “Ut Unum Sint”: «E' evidente che la divisone dei cristiani è in contraddizione con la Verità che essi hanno la missione di diffondere, e dunque essa ferisce gravemente la loro testimonianza…Come annunciare il Vangelo della riconciliazione senza al contempo impegnarsi ad operare per la riconciliazione dei cristiani?…Sapranno gli increduli accogliere il vero messaggio di fronte a missionari in disaccordo fra loro, sebbene essi si richiamino tutti a Cristo?»
La prima testimonianza è dunque la nostra comunione, come domandò Gesù nella sua accorata preghiera al Padre, prima di affrontare la morte: «Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato».
Queste parole di Gesù mettono ancor più in luce la contraddizione che c'è tra le divisioni dei cristiani e la responsabilità che essi hanno di un annuncio credibile. Certo, a noi viene chiesto di non lasciare nulla di intentato nel cammino ecumenico verso l'unità, ma occorre farlo nella consapevolezza che non è tanto il frutto delle nostre strategie umane, quanto un dono di Dio che dobbiamo chiedere con fede nella preghiera. La comunicazione del Vangelo e la comunione tra i cristiani sono due componenti inseparabili che chiedono di essere vissute responsabilmente da parte di tutti, per non rischiare di assuefarci e convivere nella divisione, ritenendola ormai una ferita insanabile.
Giuliana Sfulcini